La Sala degli Angeli è oggi una chiesa sconsacrata, adibita a sala per conferenze e promozione di attività culturali, tra cui quelle teatrali all'interno dell'Istituto Suor Orsola Benincasa, ex cittadella monastica alle pendici del colle Sant'Elmo. L'antico sito conventuale ricopre una superficie di 33.000 mq su cui sorgono otto corpi di fabbrica di cui due chiese, chiostri e giardini pensili, vestigia di due monasteri fondati tra il XVI e il XVII secolo dalla mistica napoletana cui è oggi intitolato l'Istituto, unica Università non statale dell' Italia meridionale.
La costruzione della Sala degli Angeli risale agli anni tra il 1656 e il 1668. Si accede in questa sala sia da uno scalone che la collega direttamente al corridoio del claustro sia dall'esterno attraverso un portale di pietra arsa e marmo sormontato dallo stemma dell'imperatore Carlo II.
L'interno, a pianta rettangolare e senza cappelle, si avvicina alla struttura dell'aula di predicazione ed è dominato dall'altare, realizzato in marmo bardiglio caratterizzato da un'originale resa che suggerisce un gioco di chiaroscuri la cui impostazione formale richiama quella degli stendardi processionali, che accompagnavano le statue della chiesa superiore nelle loro uscite cittadine.
Il ballatoio in alto nasconde il coro destinato alle romite e una cappella, entrambi arricchiti da un pavimento maiolicato settecentesco di Chianese, con i simboli del martirio di Cristo.
Ci sono inoltre grandi tele sulle pareti e sono tutte di pittori della scuola napoletana del Seicento, tra queste vanno ricordate quella che rappresenta la Vergine bambina con S. Anna e S. Gioacchino datata 1668 e firmata da Santillo Sannino, il S. Giuseppe col bambino di Andrea Malinconico e l'Immacolata di Andrea Vaccaro.
Tra le giornate di studi dedicate al Teatro Napoletano e ai suoi autori si segnalano: Antonio Neiwiller. La resistenza silenziosa degli uomoni necessari (9-12 marzo 1996) e Raffaele Viviani: teatro, poesia e musica (29 gennaio 2001).
Quest'ultimo incontro, ideato e curato da Antonia Lezza, attraverso l'intervento di registi, storici del teatro, critici ed attori ha promosso un dibattito sull'opera di uno dei maggiori autori del Novecento, Raffaele Viviani, la cui vicenda culturale assume un significato particolare nel panorama teatrale contemporaneo.
Nell'ambito dei festeggiamenti dedicati al bicentenario della Rivoluzione napoletana del '99, la Sala degli Angeli ha ospitato la messa in scena dello spettacolo di Enzo Moscato Sull'ordine e il disordine dell'ex macello pubblico, periplo metafisico-poetico sul cosiddetto "reale" o "storico" della Rivoluzione, a partire (o a ritornare) da quella Giacobina del 1799 a Napoli.