Antonio Sacchin (1730 - 1786)
allegro, andante, allegro
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791)
allegro, andante, rondò
marcia, minuetto, allegro
Franz Joseph Haydn (1732 - 1809)
largo maestoso - vivace, andante, minuetto, finale (capriccio)
Bruno Canino pianoforte
Antonino Cascio direttore
Quando intorno al 1758 Haydn iniziò a comporre sinfonie, tale genere presentava un volto ancora incerto: l'assetto più usuale prevedeva tre movimenti ma si sperimentavano anche schemi con l'inserimento del minuetto come terzo movimento e l'introduzione, più o meno consapevole, per il movimento iniziale, della forma - sonata. Il linguaggio barocco e le ridondanze rococò venivano sostituiti da un percorso musicale chiaro, simmetrico, con frasi e periodi ben articolati sostenuti da un disegno ritmico sciolto, dinamico e da una struttura armonica semplice, capace di orientare il discorso nell'ambito della tonalità: lo stile classico. In questo contesto può collocarsi la Sinfonia in re maggiore " con oboi e corni di ripieno, scritta per le Zitelle del Conservatorio di S. Giovanni e Paolo di Venezia dal Sig. Antonio Sacchini, maestro di musica in detto Conservatorio" , che presenta, nel primo tempo, consapevoli segni del nuovo stile compositivo. Pagina di pregevole fattura, composta verosimilmente dopo il 1762 a Venezia, arricchisce il piccolo ma prezioso corpus di musica strumentale di Sacchini e degli operisti dell'epoca in genere, che, pur non raggiungendo le vette altissime della loro produzione teatrale, costituisce un ulteriore elemento importante di indagine per l'evoluzione dello stile classico
Nel 1783 Mozart, ritorna alla forma del concerto per pianoforte ed orchestra e produce tre nuovi concerti, KV 413, 414 e 415 con una peculiarità che li avrebbe resi molto popolari: potevano essere eseguiti con un' orchestra di archi e fiati, con un'orchestra d'archi o, semplicemente, con un quartetto, ciò permetteva anche agli amateurs di godere di queste splendide opere nel ristretto ambito di una cerchia di amici. Mozart propone, qui, una forma totalmente "classica". L'equilibrio tra i temi è perfetto, l'interazione tra solista ed orchestra è totale; la costruzione formale e l'atmosfera emotiva sono pervase da un'aurea ed olimpica perfezione. Tuttavia, benchè il Concerto KV 414 presenti temi estremamente limpidi e sereni, esso nasce in un momento di grande tristezza per la morte del carissimo amico Johann Christian Bach avvenuta pochi mesi prima; l'Autore lo ricorda costruendo il secondo movimento su temi dell'Ouverture dalla "Calamità dei Cuori", opera-pastiche di Johann Christian Bach: una profusione di temi splendidi, una meravigliosa sezione centrale con il cont inuo oscillare tra maggiore e minore, un dialogo veramente cameristico tra pianoforte e orchestra contribuiscono a rendere indimenticabile questa oasi di tenerezza. Totalmente diverso, invece,il terzo movimento: un brano spiritoso e sotteso di vivaci e burlesche trovate, tipiche del mondo operistico.
Non v'è certezza circa le motivazioni che indussero Mozart a comporre a Salisburgo (forse nel gennaio 1776) la Serenata Notturna KV 239, ma non è da escludere che questa, come altre del genere, animasse il clima amabile delle serate della nobiltà austriaca. Il brano è un notturno delicato e intimo che si articola in una marcia, un minuetto e un rondò al cui interno trova spazio un breve adagio - reminiscenze dello stile barocco-, ed intreccia motivi baldanzosi con episodi di aristocratica tenerezza e di sottile humour. Divergono dalla consuetudine dell'epoca il numero di movimenti (tre invece di sei) e la natura concertante del lavoro che è imperniato sul gioco di avvicendamenti tra un quartetto d'archi solista e il ripieno dell'orchestra supportata dai timpani in un interessante gioco di sonorità tra Soli e Tutti.
Sulla genesi della Sinfonia n° 53 "Imperiale" di Franz Joseph Haydn, probabilmente dedicata all'Imperatrice Maria Teresa, esistono tesi contrastanti soprattutto per il finale, pervenutoci in quattro versioni. Datata intorno al 1780 evidenzia quella serenità, quella vivacità, quell'equilibrio incrollabile e quello splendore formale che guideranno la mano del Compositore, dopo il periodo dello Sturm und Drang, fino all'età avanzata. Il primo tempo, costruito con materiale tematico elementare, evidenzia una sofisticata tecnica di sviluppo melodico - armonico mentre nel secondo tempo appare per la prima volta uno schema probabilmente codificato da Haydn, ossia una serie di variazioni su due temi che si alternano nei modi maggiore e minore dello stesso tono. Nell'esecuzione odierna la sinfonia viene presentata con il finale della seconda versione, il Capriccio, forma non del tutto regolare già usata dall'Autore nel secondo movimento della Sinfonia n. 86 e che in questo caso può definirsi un rondò con variazioni.
Teniamoci in contatto! Compila il form a destra ed averai accesso alle News di Sistema MED!