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Dettagli

Evento 

Titolo:
Il Barocco europeo
Quando:
16.12.2008 20.30
Dove:
Chiesa di Donnaregina Nuova - Napoli
Categoria:
Calendario Eventi Note d'Inverno
Chi:
Ensemble Zefiro

Descrizione

Henry Purcell
Suite da "The Fairy Queen" per 3 oboi, fagotto, archi e b.c.
Symphony - Song tune - Rondeau - Prelude - Hornpipe - Jig - Dance for the fairies - Monkeys dance - Chaconne

Francesco Durante
Concerto in mi min per archi e b.c.
Adagio - Ricercare del 4° tono - Largo - Presto

J.S. Bach
Sinfonia BWV 42 per 2 oboi, fagotto, archi e b.c.

pausa

Alessandro Scarlatti
Sinfonia in sol magg. per flauto, oboe, archi e b.c.
Allegro, Grave, Minuetto

J.S. Bach
Suite n.4 in re magg. BWV 1069 per 3 oboi, fagotto, archi e b.c.
Ouverture - Bourée 1 & 2 - Gavotte - Menuett 1 & 2 - Réjouissance

Orchestra Barocca Zefiro:
Alfredo Bernardini, oboe e direzione
Emiliano Rodolfi, oboe e flauto dolce
Paolo Grazzi, oboe
Alberto Grazzi, fagotto
Mauro Lopes, Renata Spotti, violini
Teresa Ceccato, viola
Marco Ceccato, violoncello
Paolo Zuccheri, violone
Anna Fontana, cembalo

Nel 1989 a Mantova, gli oboisti Alfredo Bernardini e Paolo Grazzi ed il fagottista Alberto Grazzi fondano Zefiro, un complesso con organico variabile specializzato in quel repertorio del Settecento in cui i fiati hanno un ruolo di primo piano. In questi anni Zefiro è diventato un punto di riferimento, in ambito internazionale, per il repertorio di musica da camera del '700 e '800 con strumenti d'epoca.I suoi fondatori, insegnanti presso i Conservatori di Musica di Amsterdam, Barcellona, Mantova, Verona, Milano, sono considerati tra i più validi esecutori nell'ambito della musica antica e apprezzati solisti di famose orchestre;  si avvalgono della collaborazione dei migliori strumentisti in campo europeo.Zefiro è presente nei principali festival europei di musica (Amsterdam, Aranjuez, Barcellona, Bonn, Ginevra, Graz, Helsinki, Innsbruck, Liegi, Lione, Londra, Malmö, Manchester, Milano, Monaco di Baviera, Palma di Mallorca, Parigi, Potsdam, Praga, Ravenna, Regensburg, Salisburgo, Stoccarda, Utrecht, Vienna, ecc.) e con tournée in Israele, in Egitto, in Sud America (Cile, Argentina, Uruguay e Brasile - estate 2004), in Giappone (gennaio 2005), Canada (giugno 2006), Corea (settembre 2006) e Stati Uniti (agosto 2007), riscuotendo ovunque un grande successo di pubblico e di critica.Zefiro è stato scelto dalla televisione belga per un documentario su Vivaldi ed ha al suo attivo la registrazione di 13 compact disc, tra cui le sei sonate di J.D.Zelenka, la musica per insieme di fiati ed i divertimenti per fiati e archi di W.A.Mozart, la musica per fiati di L.v.Beethoven, la Water Music di Handel e Wassermusik di Telemann, gli arrangiamenti per 13 strumenti a fiato di arie da Opere di Mozart e la pubblicazione dei "Concerti per vari strumenti" di A.Vivaldi (Opus 111/Naïve). Le registrazioni più recenti, pubblicate da Sony - Deutsche Harmonia Mundi, riguardano i concerti di J.F.Fasch e "The Musick for the Royal Fireworks" di Handel. Alcuni di questi CD hanno ricevuto diversi premi internazionali, tra cui il Grand Prix du Disque, il "Premio Nazionale Classic Voice" e le "Choc du Monde de la Musique de l'année 2007", e fanno di Zefiro un punto di riferimento per questo repertorio nel mondo intero.L'attività di Zefiro si divide in tre organici: ensemble da camera, gruppo di fiati ["Harmonie"] ed orchestra barocca proponendo una grande varietà di programmi dall'ampio repertorio del Settecento: dai concerti a 5 e per strumenti solisti di Vivaldi alle opere teatrali e musica festiva di Handel, dalle cantate di Bach alle Messe di Haydn, fino alla musica per fiati di Mozart, Beethoven e Rossini.

Sede

Dove:
Chiesa di Donnaregina Nuova
Via:
Vico Donnaregina, 19
Cap:
80138
Città:
Napoli
Provincia:
NA
Paese:
Paese: it

Descrizione

Cenni storici
Venne eretta al principio del XVII secolo, su progetto di Giovanni Guarino, per le suore della chiesa di Santa Maria Donnaregina che desideravano un edificio più grande e nello stesso tempo adeguato alle tendenze del secolo. Quando la costruzione fu portata a termine si provedette a realizzare il largo Donnaregina e a collegare, mediante una monumentale scala, la maestosa facciata del tempio alla piazza.
Nel 1727 venne collocato nella nuova chiesa il sepolcro della fondatrice del vecchio monastero Maria d'Ungheria. Nel XIX secolo il convento venne manomesso per la realizzazione di via Duomo, mentre la chiesa, ceduta al Comune di Napoli, fu tenuta chiusa per svariati anni.
Nel 1928 venne restaurata da Gino Chierici, che eliminò il passaggio che metteva in comunicazione la tribuna della chiesa nuova con l'abside della vecchia. Nel 2008 è divenuta la sede del Museo Diocesano di Napoli.

La facciata
La facciata, sollevata rispetto all'asse stradale, è preceduta da una scalinata in piperno e marmo. Ripartita in due ordini con lesene corinzie marmoree, presenta un timpano traforato di coronamento. Al primo ordine si apre un magnifico portale con colonne corinzie, al di sopra delle quali poggia un timpano arcuato spezzato con una piccola edicola al centro; ai lati del prospetto sono ricavate due nicchie dove sono collocate sculture che raffigurano Sant'Andrea e San Bartolomeo. Al secondo ordine, in corrispondenza delle nicchie laterali e del portale d'accesso, si aprono tre finestre inquadrate all'interno di semplici decorazioni marmoree.
L'interno 
L'interno, a navata unica senza transetto, è distibuito con sei cappelle (tre per lato) ornate con marmi barocchi. La volta fu decorata da Francesco de Benedectis nel 1654.
Nella prima cappella di destra ci sono decorazioni del XVIII secolo realizzate da Antonio Guastaferro; la seconda cappella presenta una decorazione barocca a stucchi nella quale è esposto un affresco del XV secolo, mentre la volta e le pareti sono decorate da Tommaso Fasano; la terza cappella presenta decorazioni marmoree di Gaetano Sacco su disegno di Giovan Domenico Vinaccia e affreschi dello stesso Fasano e del Solimena. Nella prima cappella di sinistra sono conservate tele di Charles Mellin; nella seconda cappella dipinti del Fasano; nella terza è esposto un affresco del XIV secolo di artista ignoto e dipinti del medesimo Fasano.
L'altare in Breccia di Sicilia del presbiterio è opera di Giovanni Ragozzino su disegno del Solimena; ai lati si trovano dipinti di Luca Giordano mentre la cupola fu affrescata da Agostino Beltrano.
La sacrestia
Una porta, posta alla fine della navata destra, immette in un ambiente, decorato con stucchi ed affreschi di Santolo Cirillo, che precede la sacrestia.
Nella sacrestia sono disposti dipinti di Massimo Stanzione e Charles Mellin e due nature morte del Seicento.

Sala del comunichino 
Nella Sala del Comunichino era esposta, prina dell'intervento del Chierici, il sepolcro della regina Maria d'Ungheria. La sala è decorata da affreschi di Santolo Cirillo; le pareti sono impreziosite da affreschi che riprendono marmi, specchi e porte. Una scala conduce al coro delle monache.

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