Henry Purcell
Suite da "The Fairy Queen" per 3 oboi,
fagotto, archi e b.c.
Symphony - Song tune - Rondeau - Prelude -
Hornpipe - Jig - Dance for the fairies - Monkeys dance - Chaconne
Francesco Durante
Concerto in mi min per archi e b.c.
Adagio - Ricercare del 4° tono - Largo - Presto
J.S. Bach
Sinfonia BWV 42 per 2 oboi, fagotto, archi e
b.c.
pausa
Alessandro Scarlatti
Sinfonia in sol magg. per flauto, oboe, archi e
b.c.
Allegro, Grave, Minuetto
J.S. Bach
Suite n.4 in re magg. BWV 1069 per 3 oboi,
fagotto, archi e b.c.
Ouverture - Bourée 1 & 2 - Gavotte - Menuett
1 & 2 - Réjouissance
Orchestra Barocca Zefiro:
Alfredo Bernardini, oboe e direzione
Emiliano Rodolfi, oboe e flauto dolce
Paolo Grazzi, oboe
Alberto Grazzi, fagotto
Mauro Lopes, Renata Spotti, violini
Teresa Ceccato, viola
Marco Ceccato, violoncello
Paolo Zuccheri, violone
Anna Fontana, cembalo
Nel 1989 a Mantova, gli oboisti Alfredo Bernardini e Paolo Grazzi ed il fagottista Alberto Grazzi fondano Zefiro, un complesso con organico variabile specializzato in quel repertorio del Settecento in cui i fiati hanno un ruolo di primo piano. In questi anni Zefiro è diventato un punto di riferimento, in ambito internazionale, per il repertorio di musica da camera del '700 e '800 con strumenti d'epoca.I suoi fondatori, insegnanti presso i Conservatori di Musica di Amsterdam, Barcellona, Mantova, Verona, Milano, sono considerati tra i più validi esecutori nell'ambito della musica antica e apprezzati solisti di famose orchestre; si avvalgono della collaborazione dei migliori strumentisti in campo europeo.Zefiro è presente nei principali festival europei di musica (Amsterdam, Aranjuez, Barcellona, Bonn, Ginevra, Graz, Helsinki, Innsbruck, Liegi, Lione, Londra, Malmö, Manchester, Milano, Monaco di Baviera, Palma di Mallorca, Parigi, Potsdam, Praga, Ravenna, Regensburg, Salisburgo, Stoccarda, Utrecht, Vienna, ecc.) e con tournée in Israele, in Egitto, in Sud America (Cile, Argentina, Uruguay e Brasile - estate 2004), in Giappone (gennaio 2005), Canada (giugno 2006), Corea (settembre 2006) e Stati Uniti (agosto 2007), riscuotendo ovunque un grande successo di pubblico e di critica.Zefiro è stato scelto dalla televisione belga per un documentario su Vivaldi ed ha al suo attivo la registrazione di 13 compact disc, tra cui le sei sonate di J.D.Zelenka, la musica per insieme di fiati ed i divertimenti per fiati e archi di W.A.Mozart, la musica per fiati di L.v.Beethoven, la Water Music di Handel e Wassermusik di Telemann, gli arrangiamenti per 13 strumenti a fiato di arie da Opere di Mozart e la pubblicazione dei "Concerti per vari strumenti" di A.Vivaldi (Opus 111/Naïve). Le registrazioni più recenti, pubblicate da Sony - Deutsche Harmonia Mundi, riguardano i concerti di J.F.Fasch e "The Musick for the Royal Fireworks" di Handel. Alcuni di questi CD hanno ricevuto diversi premi internazionali, tra cui il Grand Prix du Disque, il "Premio Nazionale Classic Voice" e le "Choc du Monde de la Musique de l'année 2007", e fanno di Zefiro un punto di riferimento per questo repertorio nel mondo intero.L'attività di Zefiro si divide in tre organici: ensemble da camera, gruppo di fiati ["Harmonie"] ed orchestra barocca proponendo una grande varietà di programmi dall'ampio repertorio del Settecento: dai concerti a 5 e per strumenti solisti di Vivaldi alle opere teatrali e musica festiva di Handel, dalle cantate di Bach alle Messe di Haydn, fino alla musica per fiati di Mozart, Beethoven e Rossini.
Cenni storici
Venne eretta al principio del XVII secolo, su progetto di Giovanni Guarino, per le suore della chiesa di Santa Maria Donnaregina che desideravano un edificio più grande e nello stesso tempo adeguato alle tendenze del secolo. Quando la costruzione fu portata a termine si provedette a realizzare il largo Donnaregina e a collegare, mediante una monumentale scala, la maestosa facciata del tempio alla piazza.
Nel 1727 venne collocato nella nuova chiesa il sepolcro della fondatrice del vecchio monastero Maria d'Ungheria. Nel XIX secolo il convento venne manomesso per la realizzazione di via Duomo, mentre la chiesa, ceduta al Comune di Napoli, fu tenuta chiusa per svariati anni.
Nel 1928 venne restaurata da Gino Chierici, che eliminò il passaggio che metteva in comunicazione la tribuna della chiesa nuova con l'abside della vecchia. Nel 2008 è divenuta la sede del Museo Diocesano di Napoli.

Sala del comunichino
Nella Sala del Comunichino era esposta, prina dell'intervento del Chierici, il sepolcro della regina Maria d'Ungheria. La sala è decorata da affreschi di Santolo Cirillo; le pareti sono impreziosite da affreschi che riprendono marmi, specchi e porte. Una scala conduce al coro delle monache.
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