In occasione dell'inaugurazione della Mostra "La città cantante-Sacro a Napoli nel ‘700"
Francesco Durante, Te
Deum
Per Soli,
coro e Orchestra
Niccolò Jommelli, Veni
Creator
Per Soprano, coro, archi e continuo
Pietrantonio
Gallo, Messa Pastorale
Per
Soli, coro e orchestra
Coro e Orchestra Mysterium Vocis
Valentina Varriale, soprano
Sabrina Santoro, soprano
Tiziana Fabbricatti, contralto
Sergio Petrarca, basso
Rosario Totaro, direttore
La celebrità ed il valore della scuola musicale napoletana del '700 trae origine e fondamento dalla qualità artistica e dalle doti didattiche dei suoi maestri, tra i quali primeggia la figura di Francesco Durante: il musicista di Frattamaggiore getta le basi per delle solide regole armoniche e contrappuntistiche che inglobino la tradizione polifonica del passato pur conservando l'attenzione per la maggiore sensibilità melodica del suo tempo e della sua terra.
L'attività didattica di Durante si incrocia con quella di Pietrantonio Gallo: nel 1742 il Conservatorio napoletano di S. Maria di Loreto diede l'incarico di primo maestro a Durante, nominando contemporaneamente come suo secondo Gallo, apprezzato per l'abilità compositiva e lo zelo nell'insegnamento: il musicista napoletano ci offre un esempio del suo stile, in continuità con quello di Durante, nella sua Messa pastorale, dove il tipico ritmo puntato in ottavi diviene il pretesto per costruire una struttura ritmica dal dinamismo incessante, senza rinunciare a gustosi passaggi di ispirazione popolare. Più avvezzo ai virtuosismi del mondo del melodramma ci appare, invece, la figura cosmopolita di Niccolò Jommelli che, pur impegnandosi in una cospicua produzione operistica, si rivolge costantemente alla tradizione della musica sacra napoletana, come nel suo Veni Creator, nel quale il compositore aversano offre al soprano solista l'occasione di esprimersi con una vocalità intensa e dispiegata.
La Sala degli Angeli è oggi una chiesa sconsacrata, adibita a sala per conferenze e promozione di attività culturali, tra cui quelle teatrali all'interno dell'Istituto Suor Orsola Benincasa, ex cittadella monastica alle pendici del colle Sant'Elmo. L'antico sito conventuale ricopre una superficie di 33.000 mq su cui sorgono otto corpi di fabbrica di cui due chiese, chiostri e giardini pensili, vestigia di due monasteri fondati tra il XVI e il XVII secolo dalla mistica napoletana cui è oggi intitolato l'Istituto, unica Università non statale dell' Italia meridionale.
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