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Evento 

Titolo:
Note d'inverno - Il finto pariggino
Quando:
12.12.2008 20.30
Dove:
Galleria Palazzo Zevallos Stigliano/IntesaSANPAOLO - Napoli
Categoria:
Calendario Eventi Note d'Inverno
Chi:
Accademia Mandolinistica Napoletana

Descrizione

Marinella Pennicchi, soprano
Mara Galassi, arpa a crochet
Mauro Squillante, mandolino

Il Finto Pariggino è un ritratto della pratica musicale, frequente nei salotti delle case nobiliari di fine '700, di effettuare trascrizioni di arie celebri sugli strumenti più in voga. Arpa e mandolino furono certamente a la mode nella Napoli e nella Parigi della seconda metà del XVIII sec., soprattutto dopo che essi erani stati adottati dalle sorelle sovrane delle rispettive città: Maria Carolina e Maria Antonietta. Entrambi gli strumenti creano un delicato tappeto su cui adagiare la voce.

Nicolò Piccinni, ‘Nfra nuj'aute (da "Il Curioso del proprio danno" 1756),  La posta a lo Froncillo - aria del Sig. Nicola Piccinno
(1728 - 1800)

Pierre DenisFolie d'Espagne
(XVIII sec.)

Domenico Cimarosa, Sposate che sarrimmo, Cavatina per soprano ( da " Il fanatico per gli Antichi Romani"), Sonata in do maggiore c 5  (f 5)
(1749 - 1801)

Pierre Denis, Air de la Fée Urgele per soprano e mandolino da E.R. Duni

Gabriele Leone, L'avez vuos vu mon bien aime (variazioni per mandolino solo)
(metà XVIII sec.)

Cristoph Willibald Gluck, Air d'Iphigénie  en Tauride, D'une image hèlas! Trop chérie
(1714 - 1787)

Jean Baptiste Cardon, Arbre charmant
(1760 -1803)

A.E. Modeste Gretry, Air de Richard Cœur de Lion, Je crains de lui parler la nuit
(1741- 1813)

Jean Baptiste CardonAh ! vous dirai-je mamanWith variations expressly for the harp by M.Cardon

Giuseppe Sarti, Rondeau arrangé par F. Petrini, Chere idole de mon ame (da « Demofoonte »)
(1729 - 1802)

Wolgang Amadeus Mozart, Mon cœur soupire, Air du Mariage du Figaro (Journal des Troubadours, 1806), Die Zufriedenheit K 349, Komm, liebe Zither, komm K 351,  L'ho perduta, Cavatina du Mariage de Figaro
(1756-1791)           

Gabriele Leone, Larghetto - Allegretto

Giovanni Paisiello, Nel cor più non mi sento (da la Molinara - Napoli 1788)
(1741-1816)

Sede

Dove:
Galleria Palazzo Zevallos Stigliano/IntesaSANPAOLO   -   Sito web
Via:
Toledo, 185
Cap:
80132
Città:
Napoli
Provincia:
NA
Paese:
Paese: it

Descrizione

Palazzo Zevallos sorse sul lato orientale di via Toledo, nel blocco compreso tra le vie della Concezione e di Santa Brigida. tra il 1637 e il 1639, per opera di Cosimo Fanzago (Clusone 1591 - Napoli 1678), un architetto e scultore proveniente da Bergamo che si era radicato nella città divenendo uno degli interpreti più originali del barocco napoletano. Il nuovo, sontuoso edificio risponde ai tentativi di ammodernamento in chiave barocca della strada che cercavano di sopperire alla sua mancata caratterizzazione nobiliare. Per percepire l'originario assetto della costruzione occorre riferirsi a un'incisione di Paolo Petrini, datata 1718, l'unica testimonianza iconografica che ci sia pervenuta a documentare con qualche attendibilità il progetto realizzato da Cosimo Fanzago. L'incisione porta in calce la seguente scritta: «Facciata del Palagio del Principe Sonnino Colonna» e, in corpo più piccolo, «questo è nel tutto meraviglioso poiché l'altezza è superiore ad ogni altro che si vede in Città ed è si bene architettato, stimandosi il disegno esser dell'istesso Cavalier Fontana».La didascalia esalta dunque la mole insolita della fabbrica e attribuisce il progetto - del tutto impropriamente - a Domenico Fontana, architetto del nuovo palazzo vicereale costruito a partire dalla fine del Cinquecento. Il palazzo si eleva sulle botteghe del piano terreno con un primo mezzanino, un piano nobile ed un secondo mezzanino; la facciata, scandita da un ritmo regolare e simmetrico delle aperture, è segnata al centro dal bellissimo portale in marmo e piperno, unico elemento superstite di mano dell'architetto bergamasco, e da slanciate paraste che la segnano verticalmente. Cornici di un sobrio classicismo qualificano finestre e balconi, illeggiadrite da volute nelle finestre del secondo mezzanino. Nelle intenzioni di Fanzago è fin troppo evidente come ogni ambizione di magnificenza fosse stata affidata al sontuoso disegno del portale. Fortemente rappresentativo dello status sociale e della ricchezza della famiglia che vi abitava, qui si ritrova la tipica maniera del Fanzago di giocare con l'effetto cromatico del contrasto tra i materiali: i due pilastri laterali, nei quali il marmo bianco si alterna a bugne in pietra di piperno, racchiudono un'arcata a tutto sesto e sorreggono un architrave che accoglie il monumentale fastigio centrale con lo stemma gentilizio affiancato da due anfore. Vi si riconoscono tutti gli elementi del fantasioso stile barocco del Fanzago: le carnose e plastiche ghirlande di frutta si armonizzano felicemente con le volute ioniche, i mascheroni con le fauci aperte, volti vagamente antropomorfi compaiono rispettivamente nei capitelli, al di sotto dello stemma e di profilo nella parte inferiore del fastigio, confondendosi perfettamente con elementi fogliacei e ornamentali. Lo stemma centrale - con i simboli della famiglia Colonna, quindi aggiunto successivamente alla realizzazione del portale -, è sormontato da un'aquila bicipite ed è affiancato da piccoli stendardi decorati da mezze lune e da due stemmi laterali, uno papale ed uno allusivo al regno austriaco. La presenza di queste decorazioni che accompagnano l'arma nobiliare alludono alla battaglia di Lepanto del 7 ottobre del 1571, nella quale i Turchi vengono sconfitti dalla flotta voluta da papa Pio V, comandata da Don Giovanni D'Austria, figlio di Carlo V, della quale Marcantonio Colonna aveva il ruolo di Capitano Generale (della coalizione faceva parte anche la Repubblica Veneta, sotto la guida di Sebastiano Veniero). L'aver voluto inserire simbolicamente nello stemma di famiglia questi elementi relativi ad un evento storico così importante, si configura dunque come un omaggio ad un membro della famiglia che si era distinto per le sue gesta eroiche. 

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